Lo Chef

Dopo essersi diplomato all’Istituto alberghiero di Clusone, non perde tempo nel volersi fare le ossa, cominciando la sua iniziazione all’arte gastronomica in alcuni dei più importanti ristoranti del mondo. Che si tratti di mare (Costiera Amalfitana, Costa Azzurra, Bermuda, Maldive) o di montagna (Courmayeur, Cortina), Luca Brasi ha la fortuna di collaborare a fianco di alcuni tra i migliori chef, apprendendone i ricercati stili, le straordinarie sfaccettature e la raffinatezza delle interpretazioni.

L’esperienza formativa del viaggio, unita ad un solido bagaglio culturale, spingono il cuoco originario di Clusone a tornare nella bergamasca, pronto a dimostrare ed esibire le proprie abilità culinarie. Corre l’anno 1998 quando, in una piccola trattoria di Osio Sotto, individua il luogo ideale per aprire la propria, personalissima location, La Lucanda.

Il successo di pubblico e critica è immediato, tanto che nel 2000 avviene l’ingresso nei Jeunes Restaurateurs d’Europe, un’associazione che rispecchia una certa filosofia della cucina: talento, passione e creatività legata al territorio.

Nel 2001 avviene la completa ristrutturazione del locale, ma è l’anno seguente che arriva il riconoscimento più prestigioso e ambito per un cuoco, la stella Michelin.

Sempre a Osio Sotto, nel 2004, nasce l’Olfà, una caffetteria-pasticceria con cucina, gestita in compartecipazione fino al 2009. Invece di sentirsi appagato, l’affermazione e la popolarità della Lucanda forniscono allo chef nuovi stimoli, culminati con il trasferimento (2008) dell’insegna in una location più prestigiosa, come il neonato Devero Hotel di Cavenago Brianza.

La fantasia e la passione di Brasi per il cibo lo portano, -da fine 2011 a metà 2013- all’idea Civus (cibo+città): un nuovo modo di proporre le pietanze, secondo l’interpretazione del cuoco-autore ma nei modi e nei tempi stabiliti dal cliente.

Nel luglio del 2012 Luca Brasi chiude il cerchio, si riprende la sua Lucanda e, da buon calembourista, la trasforma nella Braseria, divenendo il tempio per i cultori della carne nella sua espressione più pura, atavica, ancestrale.